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Nel 1960 l'astronomo della Cornell University Frank Drake puntò per la prima volta un radiotelescopio verso le stelle Tau Ceti ed Epsilon Eridani, dando inizio al Progetto Ozma. L'idea era di captare messaggi provenienti da eventuali civiltà aliene.

Il segnale fu inviato dal telescopio da 25 metri di Green Bank alla frequenza di 1420 MHz (lunghezza d'onda 21 cm), che corrisponde alla riga spettrale dell'idrogeno neutro. I motivi di questa scelta sono essenzialmente due: da un lato l'atmosfera terrestre è particolarmente trasparente a quella lunghezza d'onda, in secondo luogo, essendo l'idrogeno l'elemento chimico più presente nell'Universo, si pensò probabile che altre civiltà potessero utilizzare la sua frequenza di vibrazione per ricevere messaggi dal cosmo.

L'anno successivo fu tenuta una conferenza, sempre a Green Bank, dedicata a SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence). Il progetto, tutt'ora in corso, ha come obiettivo la ricerca di messaggi alieni. Durante quella conferenza lo stesso Drake formulò la famosa equazione che prende il suo nome, nella quale è stimato (qualitativamente) il numero di civiltà avanzate che potrebbero coesistere con noi nell'Universo.

Nel 1974 dal radiotelescopio di Arecibo fu inviato un messaggio verso l'ammasso globulare M13: in questo messaggio, composto in codice binario e secondo una tabella di 23 x 73 elementi erano presenti indicazioni fondamentali sulla nostra civiltà:

  • i numeri da 1 a 10
  • i numeri atomici degli elementi idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno e fosforo
  • la formula di zuccheri e basi dei nucleotidi del DNA
  • il numero di nucleotidi nel DNA
  • una rappresentazione grafica della doppia elica del DNA
  • una rappresentazione grafica di un uomo e le dimensioni di un uomo medio
  • la popolazione della Terra
  • una rappresentazione grafica del Sistema Solare
  • una rappresentazione grafica del radiotelescopio di Arecibo


Il 15 agosto 1977 fu ricevuto dal radiotelescopio Big Ear un segnale radio di 72 secondi dotato di alcune caratteristiche che fanno pensare possa essere non naturale: prime fra tutte il non essersi mai più ripetuto e avere al suo interno un valore di intensità talmente elevata da non essere mai stata più osservata prima da quel radiotelescopio. Questa sequenza è spesso ricordata come "segnale Wow!" dalla parola che l'astronomo Jerry R. Ehman, di turno durante la ricezione, segnò al suo fianco sul tabulato con i dati.